IRIDOLOGIA 
 
 
 
STORIA 
 
Nelle medicine antiche vi sono i primi rudimenti di iridologia: nella cultura egizia l’occhio è per l’uomo ciò che il sole è nel sistema solare, da qui il culto per l’occhio di Horus. 
 
Nei papiri medici dell’antico Egitto ( 15000 a.C) compaiono riferimenti all’analisi dell’occhio in relazione con le malattie. 
 
 
 
 
 
Nella tradizione medica cinese l’osservazione dell’occhio e dell’iride era utilizzata in senso diagnostico, legando le varie zone dell’iride e della sclera agli elementi costitutivi dell’uomo secondo l’agopuntura. 
 
 
 
 
In alcuni documenti mesopotamici risalenti al 669 a.C. si fa accenno alla presunta relazione esistente tra la variazione del colore dell’occhio con le malattie epatiche. All’inizio del secolo scorso l’ideologia si diffonde in Europa e negli Stati Uniti. In Italia sostenitore dell’iridologia sono stati Luigi Costacurta, e Siegfried Rizzi che non erano medici. 
 
 
 
 
 
Siegfried Rizzi ha elaborato la sua mappa sulla base di quella fondamentale e completa di Josef Angerer, fondatore dell’omonima scuola di Monaco di Baviera in Germania. 
 
 
 
 
 
La sua forza, oltre ad un grande aiuto, stava proprio nella padronanza dell’utilizzo di metodi radiestesici. Altre figure di rilievo sono Padre Emilio Ratti, Rudy Lanza e Vincenzo Di Spazio, per i suoi studi relativi all’orlo pupillare interno e confondatore con Siegfried Rizzi della ASSIRI ( associazione iridologica italiana). 
 
 
 
 
 
Cos’è l’iridologia 
 
La parola iride deriva dal greco e significa arcobaleno per la sua colorazione o aureola perché è considerata come un’aureola che circonda la pupilla, e la sua pigmentazione che conferisce all’occhio e colore che lo caratterizza. 
 
Secondo l’iridologia, l’iride sarebbe una specie di carta topografica che riproduce, nel suo piccolo, tutta la mappa del corpo umano, la sua anatomia, le sue funzioni: un minuscolo archivio in cui sarebbero trascritti la salute dei nostri organi e il benessere dell’anima. L’iridologia è, secondo alcuni, un metodo di analisi, essa sarebbe la valutazione dell’integrità dei tessuti, chiamati collettivamente costituzione perché comprende punti di forza di debolezza intrinseca; tale analisi può forse riconoscere le forze debolezza della costituzione individuale e risalendo anche per quattro generazioni; essa è lo studio dell’iride, del suo colore, delle sue tracce e delle sue variazioni in relazione a malattie. 
 
Lo scopo dell’iridologo non è quello di diagnosticare malattie ma solo di osservare e interpretare i segni fisici che nota nell’occhio. L’iridologo in base alle macchie e alle sfumature cromatiche dell’iride o alla forma della corona riuscirebbe ad individuare il tipo di costituzione del paziente ed i possibili segni evoluti delle sue patologie, scoprendo alcune volte, secondo alcuni, le cause di quei disturbi che sfuggono ad una sicura definizione. 
 
 
Cosa può mostrare l’iridologia 
 
la forza o la debolezza inerenti gli organi, le ghiandole, i tessuti e quelle costituzionali 
 
Quali organi hanno più bisogni di rinnovarsi o di rafforzarsi 
 
ipoattività o pigrizia dell’intestino 
 
Congestione del sistema linfatico 
 
La quantità relativa di depositi tossici negli organi, nelle ghiandole, nei tessuti 
 
Lo stadio d’ infiammazione e l’attività del tessuto 
 
Gli Stati di spasmo e di gonfiore dell’intestino 
 
Congestione del sistema linfatico 
 
Il grado di salute complessiva o generale del corpo 
 
La resistenza alla malattia. 
 
 
Cosa non può mostrare l’iridologia 
 
Quali operazioni chirurgiche si sono fatte 
 
Quando e per quale causa vi è stato un danno all’organismo 
 
La presenza di un’infezione al riferimento come la candidosi 
 
La presenza nei tessuti di metalli, come alluminio e Mercurio 
 
Lo stato di gravidanza 
 
La presenza di un tumore 
 
La presenza di malattie specifiche 
 
Differenza tra sintomi causate da medicinali o da malattie effettive. 
 
 
 
 
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